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La nuova biblioteca del Collegio dedicata ad Aldo Maugeri

Il 17 Gennaio 2019 è stata inaugurata la nuova biblioteca del Collegio F.lli Cairoli dedicata ad Aldo Maugeri che ospita la sua vasta collezione di volumi giuridici.

Segue il discorso dell'Avv. Piergiuseppe Biandrino

Illustre Presidente, Signor Rettore, Signori,
quando l’avv. Marina Bettaglio Maugeri mi domandò tempo fa di dire qualche parola in occasione della inaugurazione del “Fondo Aldo Maugeri” della nostra biblioteca, ho accettato senza alcuna esitazione: il Collegio Cairoli, i libri e Aldo Maugeri fanno parte della mia costellazione del cuore e, quindi, è per me una grande gioia e, insieme, motivo di profonda emozione avere oggi l’onore di condividere brevemente con voi i miei sentimenti.

Il Collegio Cairoli
Il nostro Collegio, per oltre settant’anni dalla sua ‘nuova’ apertura, ha costituito un luogo di studio e per lo studio per oltre 2.000 Alunni; che vi hanno trovato – come ha ricordato uno dei nostri illustri “antenati”: Alberto Arbasino – «una stanza tutta per sé» ma anche «le amicizie e lo scambio di esperienze e di idee; una rete discreta di consigli, suggerimenti, appoggi. Un’atmosfera di rigore, di passaggio come transito verso un futuro professionale e umano migliore …»: insomma, una comunità di colleghi – secondo l’etimo – tra loro uguali e d’altronde diversissimi: per età, provenienza geografica e sociale, lingua, attitudini, indirizzi di studi; comunità che costituisce complemento e completamento dell’universitas studiorum, e allo stesso tempo straordinaria occasione di arricchimento umano e di vita.
Un’esperienza formidabile per vivere la quale il Cairoli appresta tutti i mezzi abilitanti e facilitanti: e non soltanto gli elementi evocati da Marco Fraccaro – secondo la tradizione anglosassone a lui tanto cara – come condizioni per l’esistenza stessa di un Collegio: la cappella, la biblioteca, il refettorio e la meridiana; ma tutte le altre occasioni di socialità e arricchimento intellettuale e personale dell’Alunno: l’intensissimo programma di conferenze e convegni; i corsi extra-curriculari; i tutoriali; gli scambi coi collegi esteri reciprocati; i corsi estivi; la moderna attività goliardica; e ancora, i concerti e i recital del nostro Coro; le mostre alla ormai nota e celebrata Galleria “Marco Fraccaro” e la sterminata collezione d’arte contemporanea che ne è il frutto; fino ai tornei e alle numerose attività e manifestazioni sportive; infine, la nostra attivissima Associazione Alunni e le sue iniziative per la comunità collegiale: non a caso “Associazione Alunni”, non “ex” Alunni: perché un Cairolino rimane per sempre tale!
Il tutto, segno concreto di dinamismo e apertura mentale, anzitutto verso l’interno della nostra comunità appunto, ma anche verso l’esterno: l’Università e la Città; dinamismo e apertura mentale che da sempre sono la “cifra” del nostro Collegio e che costituiscono quello che – senza enfasi, ma con consapevolezza – può chiamarsi il paradigma culturale del Cairolino.
Continuare, nel tempo presente e in futuro, a mantenere questi “mezzi” è, insieme, un privilegio e una responsabilità.

I libri (e le biblioteche)
I libri sono un tratto – forse: il tratto – espressivo, distintivo e qualificante dell’umanità, insieme con le arti visive e con la musica, non a caso anch’esse così care e presenti al Cairoli.
I libri sono il luogo, lo strumento dell’umanità per manifestare sé stessa, per narrarsi e per tramandarsi.
I libri determinano …la nostra dannazione o la nostra salvezza al cospetto di Dei stravaganti e versatili: basti pensare al Libro dei morti egizio e alla frequente rappresentazione iconografica delle anime che lo recano con sé nel loro viaggio, in una singolare e primigenia mise en abîme; o ad Alonso Quijano che diventa don Quijote a causa – o per mezzo – delle sue letture e poi del ricordo di esse.
I libri sono sempre fonte di gioia:
Cicerone, nel De amicitia, ci ammonisce: «Se qualcuno salisse al cielo e contemplasse la forma dell’universo e lo splendore delle stelle, tale spettacolo non gli darebbe alcun piacere, mentre sarebbe fonte di grande gioia se avesse qualcuno cui raccontarlo». La gioia è nel racconto.
I libri scientifici trasmettono il sapere: memoria di persone, e di fatti, e di luoghi, e di esperienze; e sono elaborazione dell’intelligenza. Trasferiscono il sapere al lettore e lo conservano per le generazioni future che da esso progrediranno.
Le biblioteche scientifiche sono, dunque, luoghi di memoria e di elaborazione dell’intelligenza.
Quelle pubbliche, anche quelle settoriali e specializzate, soggiacciono, di necessità, a codici comuni, comprensibili e condivisibili dalla comunità dei lettori; quelle private sono organizzate sulla base di esigenze – e, talvolta, come accade per la mia, di pregiudizi – personali. Quando questi due modelli si coniugano, proprio come avviene nella nostra biblioteca, che è per gli Alunni ma che, d’altronde, custodisce importanti lasciti di Alunni e personalità dell’Accademia, si abbina l’ordine delle prime con il fascino peculiare delle seconde mantenendolo intatto.
La biblioteca del Cairoli, come noto, conta più di 50.000 volumi ed è tra le biblioteche più cospicue dei collegi pavesi, che da oggi si arricchisce del vasto e prezioso “Fondo Aldo Maugeri” di diritto. Essa rappresenta una delle maggiori fortune e opportunità per gli Alunni che, d’altro canto, sono investiti – almeno ai miei occhi – di una specifica responsabilità: quella di frequentarla e usarla correntemente. E ciò vale ancor più per gli studenti del diritto che, a dispetto del suo essere scienza sociale, è in realtà un’astrazione: il diritto fa cose con le parole e, quindi, la differenza tra un buon giurista e un cattivo giurista è il numero di libri che si ha studiato.

Aldo Maugeri
Aldo Maugeri fa ingresso al Cairoli nel 1964 per frequentare la prestigiosa Facoltà pavese di Giurisprudenza. La sua classe conta soltanto un altro alunno iscritto alla materia: il piacentino Sergio Negroni; secondo una tradizione di maggiori presenze di medici e ingegneri e pur avendo avuto il Collegio illustri convittori giuristi, quali Franco Bricola, maestro del diritto penale, e Mario Sarcinelli, prestato alla finanza e alle Istituzioni.
Aldo si laurea brillantemente in diritto commerciale con Guido Rossi, divenendone dopo breve tempo assistente ordinario e così legandosi all’ateneo di Pavia e ai suoi studenti in un rapporto che dura decenni. Coltiva a fondo lo studio del diritto commerciale e ne scrive, sebbene, ahinoi, poco, se mi posso permettere: e la lettura del suo saggio su Delibere di fusione, categorie di azioni e assemblee speciali negli Studi in onore di Giuseppe Zanarone del 2011 ne acuisce il rammarico.
Con Guido intraprende da subito l’attività forense a Milano che prosegue e intensifica, dopo qualche anno, nello Studio di Mario Casella. Diviene l’avvocato di fiducia, specialista del diritto civile e commerciale, di numerosi grandi gruppi industriali e finanziari, di molte primarie banche e istituti di credito, delle più importanti famiglie borghesi e imprenditoriali di Milano e d’Italia; ed è apprezzatissimo da tutti i colleghi che sovente vi ricorrono, associandolo nelle difese più delicate e complesse. In breve, Aldo diventa un professionista di riferimento per i clienti e il foro, presente sui fronti di numerose – direi pressoché tutte – le maggiori operazioni industriali e finanziarie, e tale rimane per oltre trent’anni. Fino all’aprile del 2012, quando la “tempesta perfetta” investe la Fondazione Salvatore Maugeri e lo induce a lasciare di fatto la professione e accorrere in salvataggio della prestigiosa istituzione sanitaria costituita dal papà, insigne clinico del lavoro e “padre” della medicina della riabilitazione italiana.
La biblioteca giuridica di Aldo Maugeri che costituisce il Fondo a lui intitolato, riflette le sue due dimensioni professionali: di studioso del diritto civile e commerciale e di avvocato; e ci racconta la sua vita, consentendoci di individuare almeno tre tratti che caratterizzano la sua persona: la competenza; la passione e la generosità.
E qui, senza indulgervi, sono costretto ad …ammannirvi qualche nota autobiografica.
Aldo è un giurista competente e raffinato, grande conoscitore del diritto delle società e in particolare del bilancio, cresciuto alla scuola di Guido Rossi e, nel suo solco, al fianco di Giuseppe Zanarone; l’ho sperimentato direttamente, seguendo qualche e qualche anno fa i suoi seminari proprio sul bilancio.
Aldo è un avvocato appassionato che dedica alla professione, meglio: alla difesa degli interessi del suo cliente, lunghe, davvero molto lunghe giornate di lavoro diligentissimo, scrupolosissimo e rigorosissimo, nell’esempio di Mario Casella; e anche qui, l’ho sperimentato direttamente da cliente con grande soddisfazione, anche in considerazione dell’efficacia: Aldo aiuta a impostare le operazioni economiche, scrive impeccabili contratti che le disciplinano e che sovente prevengono le controversie e, quando queste insorgono, vince le cause.
Aldo è generoso, umanamente prima ancora che professionalmente; e di nuovo l’ho sperimentato direttamente: lo è stato con me sempre, da studente e poi al mio fianco nel lavoro e nella vita, per un lungo tratto di strada; lo è stato nelle circostanze che hanno riguardato la Fondazione Maugeri nelle quali ho avuto il privilegio di essergli accanto; e lo è stato, per il tramite dei suoi cari, con la donazione della sua biblioteca cui è affezionatissimo.
Per tutto questo, per la nostra amicizia e per tutto il ben altro che so io, grazie Aldo!
Dicevo poco fa che le biblioteche sono luoghi di memoria: oltre che in quello richiamato, lo sono anche – e, forse, soprattutto – in un altro senso, colto da par suo da Walter Benjamin in un breve celebre saggio del 1931, intitolato Tolgo la mia biblioteca dalle casse. Discorso sul collezionismo: tirare fuori dalle casse i libri – nota Benjamin – diventa un rituale di rimemorazione durante il quale vengono evocati non solo pensieri, ma immagini, ricordi. Credo fermamente che ciò valga – e, anzi, valga ancor più – quando i libri si sfogliano e si leggono e si studiano.
Non solo per questo, ma anche per questo non voglio parlare, e non riesco a parlare di Aldo se non al presente. E proprio per questo incito gli Alunni del Collegio Cairoli a sfogliare e a leggere e a studiare i libri della nostra biblioteca e, da oggi, quelli del Fondo Aldo Maugeri; e li incito a farlo qui e adesso perché è adesso e qui, secondo il motto della nostra meridiana («Commoda autem hora in primis habebitur»), l’ora più appropriata: non soltanto per istruirsi, ma per vivere; e per far vivere Aldo. Perché perdere le persone è meno doloroso se si impara a godere del loro ricordo e si genera l’occasione di suscitarlo.
Memori, tutti noi, del fulminante insegnamento di Emily Dickinson:
«La vita – è quel che ne facciamo –
La morte – non sappiamo –»
Anche per questo, ancora grazie Aldo! E grazie Marina!